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Tarocchi: lo scrigno del sapere

Ogni cosa nell’universo è un centro di irradiazione d’energia. Dagli esseri viventi agli oggetti inanimati tutto emana energia. Uomini, animali, piante, sassi, tutti lavorano su una ben precisa frequenza vibratoria che è tanto più sottile quanto più evoluto è il soggetto in questione. Tutto interagisce con tutto. Tutto influenza tutto. Non esiste nell’universo qualcosa in grado di sottrarsi all’influenza vibratoria di qualcos’altro.
Queste emanazioni energetiche sono veri campi di forza misurabili con appositi strumenti: può sembrare incredibile ma da esperimenti effettuati la fisica quantistica è arrivata a scoprire che alcune particelle di materia reagivano diversamente a seconda dell’osservatore. Quindi significa che qualsiasi entità è al tempo stesso condizionata e condizionante: qualcosa cede e qualcosa assorbe.

Veniamo ai Tarocchi.

Perché funzionano? Come possono vedere fatti e situazioni non di rado con precisione chirurgica? Semplice, per lo stesso motivo di cui sopra: vengono influenzati dalla presenza del consultante, vengono condizionati e quindi plasmati dalla sua emanazione divenendo così una sorta di specchio dello stesso.

Ma di per sé, i Tarocchi sono e restano soltanto delle carte, delle semplici carte rappresentanti figure e simboli. Così come avviene per un libro che è ignaro del significato del suo contenuto, allo stesso modo i Tarocchi non possiedono comprensione alcuna della loro simbologia, sono solo pezzi di carta.

Come piccoli pezzetti d’ossa gettati a terra da uno sciamano gli permettono di leggere una condizione invisibile alla persona comune, allo stesso modo i tarocchi possono venire letti e interpretati solamente dal tarologo, il solo in grado di capire il messaggio di quella complessa e articolata struttura iconografica e simbolica che si viene a creare quando il consultante tocca e sceglie “solo” certe carte e non altre.

La vera efficacia dei Tarocchi, quindi, risiede nell’intima e profonda relazione che si crea tra loro stessi, il consultante e questo potente ed efficace canale di lettura: il Tarologo, di cui il consultante, diventa osservatore e ascoltatore di preziosi suggerimenti indispensabili per indirizzare le proprie scelte e la propria vita verso la direzione più opportuna.

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Per chi non ci crede

Spesso, credere o non credere è un sentimento che prende forma e si sviluppa fondandosi solamente su un atto di fede. Credere che una cosa funzioni senza averne sperimentato l’efficacia implica un atto di fede. Così come credere che non funzioni o non esista senza averne dimostrato l’inefficacia o la non esistenza implica sempre e comunque un atto di fede.

Lasciando da parte queste modalità di cieche credenze che per quello che ci compete non sono né utili né funzionali, si può iniziare a credere in un qualcosa solamente quando un’idea o un suggerimento, nel nostro caso la lettura degli Arcani, iniziano a prendere forma su un piano dimensionale ed espressivo che ne confermino la veridicità.

È così che i Tarocchi acquisiscono credibilità: quando ci si rende conto che funzionano, cioè quando il Tarologo va a confermare tutta una serie di dati e situazioni che il consultante ha potuto sperimentare e toccare con mano.

E per chi non crede?

La risposta è molto semplice, si ritorna al discorso di cui sopra: un atto di fede, o se vogliamo chiamarlo in un altro modo, una presa di posizione arbitraria nei riguardi di ciò che non si conosce. In pratica, una convinzione che nasce da un pregiudizio.
Altre volte il non credere può accadere quando la lettura del Tarologo è diversa dalle aspettative del consultante, cioè, quando il suo giudizio non rientra nella logica e nei desideri della persona. In pratica, quando il consultante sperava di sentirsi dire qualcosa di diverso.

Ma i Tarocchi non possono sbagliare poiché “si limitano” a fotografare una situazione in atto, sono solo un mezzo, esattamente come una macchina fotografica che riprende il bello o il brutto tempo non è responsabile del cambiamento delle stagioni.

Inoltre occorre considerare un altro fatto di estrema importanza: i desideri del consultante potrebbero non essere la cosa migliore per ottenere proprio ciò che lui stesso desidera. Quello che vorrebbe sentirsi dire potrebbe portarlo nella direzione sbagliata.

Esattamente come avviene per un dottore quando esegue una lettura del quadro clinico del paziente suggerendogli una cura, i Tarocchi altro non fanno che la fotografia del quadro generale o specifico del consultante suggerendogli la linea di condotta da adottare per modificare il suo stato del momento.

Decidere di ascoltarli è come accendere la luce in una stanza, fanno vedere dove si trova la via d’uscita.

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Contatti

Alberto Coggiola - Tarologo

Fin da giovane età manifesta particolari doti nel saper cogliere l’aspetto più delicato di fatti e situazioni di vita quotidiana.

Caratteristiche, queste, che nel tempo vengono affinate e sviluppate fino a tradursi successivamente nella difficile arte interpretativa degli Arcani.

Legge le carte da oltre dieci anni.


+39 334 5402939

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